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Raimundo Orsi


Raimundo Orsi

Se fuma il bastimento,
se il naviglio salpa
da Mar del Plata
e i passaporti a vista
pare "segnalino" altri
Sacco e Vanzetti, rauchi
i gendarmi sulle navi
sospettano a oltranza.

Da tutto ciò si salva
Mumo Orsi, e il suo
è un viaggio in cartolina
Delicato e bello è Orsi
- chioma alla Ghigo -
timido e veloce, juventino
e azzurro

"Se potessi avere,
mille lire al mese,
senza esagerare
sarei certo di trovare
tutta la felicità ..."

E' la vita tua dorata
a sollecitar questa canzone
spensierata

Djalma Santos


Djalma Santos

Con corrugata fronte
danzi attorno a Gilmar.
Ogni tua foto è una cartolina
anni Cinquanta in bianco e nero:
gli auguri di Onassis
allo Scià di Persia, oppure
crociere in panama
nel Mediterraneo.

Lo stop e il fraseggio
decretarono la maestria
e così emigrasti dalle spiagge
artista fatto.

E la tradizione orale,
tra capanni e cacao,
s'espande col samba
da Leonidas in poi.

Bobby Moore


Bobby Moore

Intuimmo la tua classe
dalla chioma educata.

Dalla basetta a riccioli
d'oro.

Eri un obelisco egizio
in un recinto di barbari.

Lateralmente ti muovevi,
studente liceale
conscio di grammatica
e atti puri.

Partecipare alla manovra
era colloquiar col prossimo,
rendere umanista un terzino
e far sorridere uno stopper.

Giancarlo Antognoni


Giancarlo Antognoni

Figliolo di città-fazione,
d’un campanile ricco di notari,
messeri, pictori et speziali.

Pargolo di Madonna Bella,
tra le ombre e gli odori
del Brunelleschi ti nutristi
con Manuali delle Fortificazioni
e tecniche balistiche; la purezza
delle geometrie ti venne da studi
malatestiani da cui l’Alberti
avvisò che la prospettiva
dava frutti in un punto.

George Best


George Best

Basetta sassone,
palleggio virile,
pirata numero undici
al pari del tuo compagno Morgan.

"Se Liverpool ha Paul McCartney
noi abbiamo George Best!" urlavano
le teen-agers sognanti un tuo bacio.

Col tuo cognome, il migliore,
chiudevi il tridente dei rossi
di Manchester.

Il canzoniere del Novecento di Fernando Acitelli

Klaus Augenthaler


Klaus Augenthaler

Fuoruscito dalla Guerra dei Trent'anni,
t'allineasti su sentieri di sbronza
a fronteggiar agguati palatini,
brandemburghesi, protestanti, cattolici
e della marca luterana.

Nei tornei d'Europa
il tuo volto
fu l'effigie del saccheggio,
l'alito dello stupro.

Era sui cross dal fondo
che rammentandoti dei lanzichenecchi
ponevi a ferro e fuoco l'inoffensivo
bargello.

Emilio Butragueño


Emilio Butragueño

Putto all'Escorial,
Infante ben riuscito,
quasi un'offesa
per picari e nanetti.

E il Secolo d'Oro
si riaccende.

L'inganno è un ingegno
estremizzato e tu, ingegnoso,
agli avi t'adegui.
Ogni tua storia è "maldestra"
sulla fascia destra, complici
Valdano e Hugo Sanchez.

Sei l'avvoltoio storico
che qualcuno vide
- bianco e bello -
forse apparso in sogno
a Góngora ...

Lo stendardo del Real
reclama ancora hidalgos
più o meno erranti,
di certo goleador.

Renzo De Vecchi


Renzo De Vecchi

Buone maniere e cortometraggi:
di Guido Gozzano gli esotici viaggi.

Dunque poeti ripiegati e afflitti
e il sigaro toscano di Giolitti.

L'Italia dei velivoli a picco.
dei farmaci a goccia e alambicco.

Da Amore e ginnastica vestito
a Budapest sedicenne ardito

il tuo debutto con la Nazionale:
26 maggio novecentodieci. Quale

emozione sostituire la mezzala
a metà campo! Gloria comunque esala

da quel funestissimo giorno se io
apprendo il soprannome tuo: Figlio di Dio!


Ferenc Puskas


Ferenc Puskas

Della madre
del Dürer
ci abbagliò
lo sguardo.
L'incisione
a noi chiarì
disastri
tiroidei
ma fu quel morbo
a donarcela
eterna.

Puskas
lo sappiamo
enorme, bonario
e danubiano:
o madrileno
coi gendarmi del Real.

Ma è la chioma
che in noi
di lui resiste,
quel paro unguento
tutto in riga
nel nuvolo di Berna
o nel sereno
variabile di Madrid.


Gigi Riva


Gigi Riva

Copia romana
d'eroe greco, 
allineato in sale 
pompeiane accanto
a dèi propizi.

In dono a te fu data
la saetta e la forza
nei vortici di sfida.

Alla causa azzurra
due gambe donasti,
ma agli eroi
innocuo giunge il male
e il tempo.

Jorge Campos


Jorge Campos

Adattato al calcio
in un pomeriggio,
dopo colorita milizia
circense, nei capannoni
a Toluca, già zeppi di nani,
picari e buffoni ...

Lesta mano di Velázquez
in interni reali.

Nelle ariose uscite
è Quevedo che parla.