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Penguin cup

Bella trovata pubblicitaria della Penguin: la coppa del mondo tra 16 nazionali di scrittori.


Parata di grandi centravanti: Borges nell'Albiceleste, Marquez nella Colombia, Murakami nel Giappone, Marias (falso nueve?) nella Spagna. La Germania ingaggia i suoi immigrati: Kafka. Leggero ma acuminatissimo quello della Francia: Voltaire ...

Alcuni centromediani metodisti appaiono solidissimi: Shakespeare nella Terra Madre, Platone nella Grecia, Dostoevskij nella Russia, Hemingway negli USA. Noi però schieriamo il più loico ...

Tra i portieri impressionano Zola e Pirandello per esperienza e tradizione, e Mac Ewan e Roth come interpreti "moderni" del ruolo.

Pasternak è un libero russo molto eclettico, Keats un raffinatissimo centrale inglese, mentre Euclide non è al centro del gioco ma in fascia sinistra. Poderosissime le ali teutoniche: Nietzsche e Marx.

Gli Azzurri? Portiere di esperienza, difesa eclettica, buon centrocampo, gran centravanti, ala destra alla Garrincha ...

2014 | Penguin | Vedi gli XI

L'allenatore


Salvatore Bruno
L' allenatore

"i greci raggiungevano l'estasi coi riti di Dioniso santa Caterina e i mistici del Trecento coi rapimenti nella preghiera gli anglosassoni la raggiungono col whisky noi robot dei paesi caldi del sud con le donne lui l'estasi la raggiunge solo con la Juventus cioè con la voce di Niccolò Carosio nell'attimo in cui annuncia risultato finale Juventus batte Inter o Milan o Roma o Fiorentina"

L'ombra autobiografica di Salvatore Bruno, questo allenatore che fa il giornalista, che per vivere scrive ma non parla, coincide con lo spirito dei tempi in cui il romanzo fu scritto e uscì per la prima volta nel 1963. L'Italia di allora era quella del boom economico, quel boom che spinge il protagonista del romanzo a sedere immobile in un caffè di piazza del Popolo, a Roma, a osservare depresso e muto il seducente effetto del suo stesso silenzio. Perché l'allenatore è un allenatore di donne, un uomo bello e ombroso, amato e mai amante, disilluso e infastidito dallo svolazzare di fatue e scontate falene.

1963 | Vallecchi | Baldini & Castoldi 2003 | L'autore

Azzurro tenebra


















a


Giovanni Arpino
Azzurro tenebra

Stoccarda, giugno 1974, Mondiali di calcio: nonostante campioni come Riva, Mazzola, Rivera, Facchetti e Zoff, la nostra nazionale viene eliminata al primo turno, in mondovisione e sotto gli occhi attoniti di migliaia di emigrati italiani. Protagonista autobiografico di Azzurro tenebra è un inviato speciale che si firma “Arp” e assiste alla disfatta insieme al giovane cronista-scudiero “Bibì”, come un Don Chisciotte del giornalismo affiancato dall’immancabile Sancho. Testimoni di un evento sportivo che presto assume i toni del grottesco, i due uomini sanno leggere in filigrana dentro quello che solo uno sguardo superficiale potrebbe archiviare come “niente altro che calcio”, e vi scorgono il destino desolante di un Paese già votato allo scacco e a un malinconico tramonto. Scritto a muscoli tesi, con estro espressionista, il libro, uno dei più belli e sofferti di Giovanni Arpino, si trasforma pagina dopo pagina nel glaciale referto di un doppio fallimento: la sconfitta sul campo e l’insufficienza estetica del gioco degli azzurri rispecchiano la generale carenza di etica e la miseria della condizione politica nel Paese.

1977  | 2010 BUR | L'autore | Il romanzo

Addio al calcio


Valerio Magrelli
Addio al calcio. Novanta racconti da un minuto 

Come in un curioso romanzo eroicomico, un tifoso «suo malgrado» accetta di esporre le proprie confessioni: l'epica irredimibile delle domeniche pomeriggio trascorse preda del televisore, la mite bellezza dei mille campetti improvvisati, i due tiri sulla spiaggia, la cronaca dei vecchi album sportivi, i palloni perduti sui prati montani.
Tramandato di padre in figlio come un rito d'iniziazione, il calcio appare infine come una staffetta, un pegno, un'umile divinità domestica chiamata a vegliare sul futuro delle famiglie italiane.


2010 | Einaudi | Estratto | Recensioni:  Valerio Rosa (L'Unità) - Giorgio Falco (La Repubblica)

Il maledetto United


David Peace
Il maledetto United

«Loro sono la sua squadra. Il suo Leeds. Il suo sporco, maledetto Leeds e lo saranno sempre. Non la mia squadra. Mai. Non la mia. Mai. Non questa squadra. Mai.»
Nel 1974 l'eccentrico Brian Clough, ex calciatore noto per i suoi tanti successi, accetta di sostituire il leggendario Don Revie e allenare una delle più difficili squadre del campionato di calcio inglese: il Leeds United. Giocatori altezzosi, competitivi, in cima alla classifica, ma aggressivi e scorretti. Disposti a tutto pur di vincere. Clough sa che non sarà semplice far funzionare le cose, eppure non rifiuta l'incarico: spinto da un orgoglio infinito accetta, nella convinzione di poter trasformare il Leeds in una squadra che vince senza imbrogliare. Inizia così la cronaca avvincente e disperata dei quarantaquattro giorni del più carismatico e controverso allenatore del Leeds United. Brian Clough è un uomo ambizioso, incontenibile e, nonostante gli enormi difetti, sostenuto da un fortissimo senso morale. La sua è una lotta quotidiana contro una squadra che odia (peraltro ricambiato), contro fantasmi che non smettono di perseguitarlo nelle notti insonni fra alcol e sigarette.

2009 | Il Saggiatore | Edizione originale (2006) - anteprima
Vedi anche Eupallog Kultur

Atletico Minaccia Football Club


Marco Marsullo
Atletico Minaccia Football Club

"Vanni Cascione ha un'unica fede, il calcio, e un unico dio, José Mourinho". Marco Marsullo dà vita a una figura poetica e maldestra di allenatore di provincia, abituato a perdere e ostinato a vincere. E si diverte a giocare con gli stereotipi del nostro Sud liberandoli, finalmente, dalla retorica del lamento consolatorio.

2013 | Einaudi | Anteprima | Recensioni