Dino Buzzati, interno fantastico

Boccaccio era il portiere
di Silvano Calzini

Centrocampista atipico, per natura rifuggiva dalle giocate spettacolari, ma era capace di “inventare” calcio come pochi. Giocatore lineare e schematico, a prima vista dava l’idea di essere solo un ragioniere del centrocampo, ma all’improvviso tirava fuori dal cilindro magici e fantastici assist, il più delle volte non capiti dai compagni.

Approdato giovanissimo nella grande squadra nella quale poi ha svolto tutta la sua carriera, era stimato per la serietà professionale e per la esemplare correttezza in campo, ma poco amato per il suo carattere riservato. Proprio per quella sua aria ingenua e disarmata qualcuno lo aveva addirittura soprannominato “cretinetti”, ma chi se ne intendeva di calcio lo ha sempre paragonato, forse anche troppo, al leggendario Franz Kafka del Dukla Praga per il fisico asciutto e la illuminante visione di gioco. Dotato di un’eleganza naturale nei movimenti, quando calciava era capace di dare al pallone effetti straordinari, e per molti versi misteriosi.

Era inconfondibile anche per il vezzo di giocare indossando sempre una cravatta nera. Come ogni vero fuoriclasse, Buzzati aveva un’idea romantica del calcio e pensava che una partita non avesse mai fine. Forse anche per questo al triplice fischio finale dell’arbitro aveva l’abitudine di restare in campo, aspettare che spegnessero tutte le luci e scrutare l’orizzonte in attesa di non si sa bene che cosa. Amava molto i ritiri precampionato sulle Dolomiti e durante la stagione era solito andare ad allenarsi, da solo o in compagnia di qualche giovane tifosa, al cimitero Monumentale di Milano.
(2012)

Fernando Pessoa, un’immarcabile moltitudine

Boccaccio era il portiere
di Silvano Calzini

Portoghese, è unanimemente considerato il re dello smarcamento per la sua capacità di essere sfuggente, imprendibile, immarcabile per gli avversari. Winston Churchill quando lo vide giocare a Wembley nella nazionale portoghese lo definì "un rebus avvolto in un mistero che sta dentro a un enigma".

Per tutta la carriera ha giocato a Lisbona, ma era talmente abile nel mimetizzarsi in campo che nessuno è mai riuscito a capire se militasse nelle fila del Benfica o dello Sporting. Poco atletico, con un fisico da abatino, era però capace di scombussolare i piani delle squadre avversarie perché non sapevi mai in quale ruolo sarebbe sceso in campo.

A volte cominciava la partita nelle vesti di un centravanti di manovra, per poi trasformarsi in una mezzala di raccordo; nel secondo tempo poi rientrava e si schierava in difesa come roccioso terzino, per poi finire l’incontro nelle vesti di guizzante ala destra. Da qui l’impossibilità di inquadrarlo dal punto di vista tecnico e tattico.

Per le sue molteplici identità di giocatore, Gianni Brera, che ne apprezzava le doti tecniche ma ne lamentava lo scarso nerbo atletico, lo aveva ribattezzato "uno, nessuno e centomila". Un vero e proprio enigma calcistico per tutti i tecnici e i giornalisti che si ritrovavano spiazzati di fronte a questo fuoriclasse. Schivo e riservato, non concedeva interviste e raramente usciva dal quartiere di Lisbona in cui viveva.

Secondo gli almanacchi ufficiali ha abbandonato l’attività agonistica da molto tempo, ma c’è chi giura di averlo visto nella stagione in corso giocare tre partite contemporaneamente con tre maglie diverse.

(2012)

Penguin cup

Bella trovata pubblicitaria della Penguin: la coppa del mondo tra 16 nazionali di scrittori.


Parata di grandi centravanti: Borges nell'Albiceleste, Marquez nella Colombia, Murakami nel Giappone, Marias (falso nueve?) nella Spagna. La Germania ingaggia i suoi immigrati: Kafka. Leggero ma acuminatissimo quello della Francia: Voltaire ...

Alcuni centromediani metodisti appaiono solidissimi: Shakespeare nella Terra Madre, Platone nella Grecia, Dostoevskij nella Russia, Hemingway negli USA. Noi però schieriamo il più loico ...

Tra i portieri impressionano Zola e Pirandello per esperienza e tradizione, e Mac Ewan e Roth come interpreti "moderni" del ruolo.

Pasternak è un libero russo molto eclettico, Keats un raffinatissimo centrale inglese, mentre Euclide non è al centro del gioco ma in fascia sinistra. Poderosissime le ali teutoniche: Nietzsche e Marx.

Gli Azzurri? Portiere di esperienza, difesa eclettica, buon centrocampo, gran centravanti, ala destra alla Garrincha ...

2014 | Penguin | Vedi gli XI