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Em Bycicleta (presidio di fabulazione sportiva)
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Scheda

Ma perché proprio un libro sul dieci milanista? La risposta l’ha data tempo fa Alf Ramsey, mitico allenatore dell’Inghilterra mondiale, che alla domanda su chi fossero i quattro giocatori italiani più forti rispose, lapidario: «Rivera, Rivera, Rivera, Rivera».

Testi di Gianni Brera. Gianni Bertoli, Biagio Goldstein Bolocan, Alberto Brambilla, Oscar Buonamano, Mimma Caligaris, Silvano Calzini, Gino Cervi, Pinuccio Corsi, Stefano Corsi, Emiliano Fabbri, Stefano Fregonese, Claudio Gavioli, Tino Gipponi, Antonio Gurrado, Andrea Maietti, Carlo Martinelli, Dario Mazzocchi, Valerio Migliorini, Marco Ostoni, Frank Parigi, Darwin Pastorin, Gianni Rossi, Luigi Sampietro, Claudio Sanfilippo, Francesco Savio

Eusébio

I ritratti di Eduardo


Nacque destinato a lustrare scarpe, vendere noccioline o borseggiare la gente distratta. Da bambino lo chiamavano Ninguém (Niente, nessuno). Figlio di madre vedova, giocava a pallone coi suoi molti fratelli negli spiazzi di periferia, dalla mattina alla sera.

Fece il suo ingresso sui campi correndo come può correre solo chi fugge dalla polizia o dalla miseria che gli morde i talloni. E così, tirando e zigzagando, divenne Campione d'Europa a vent'anni. Allora lo chiamarono la Pantera.

Nel Mondiale del 1966, le sue zampate lasciarono un mucchio di avversari a terra e i suoi gol da angolazioni impossibili suscitarono ovazioni che sembravano non finire mai.

Fu un africano del Mozambico il miglior giocatore di tutta la storia del Portogallo: Eusebio, gambe lunghe, braccia cadenti, sguardo triste.

Eduardo Galeano, Splendori e miserie del gioco del calcio

Greaves

I ritratti di Eduardo

In un film di cowboy sarebbe stato il piede più veloce del West. Sui campi di calcio aveva fatto cento gol prima ancora di compiere vent'anni, e quando ne aveva venticinque non era ancora stato inventato il parafulmine che potesse afferrarlo. Più che correre, esplodeva: Jimmy Greaves si scatenava così in fretta che gli arbitri lo pescavano in fuorigioco per sbaglio, perché non sapevano mai da dove venivano i suoi affondo improvvisi né i suoi tiri secchi. Lo vedevano arrivare ma non riuscivano mai a vederlo partire.

"Desidero tanto il gol", diceva, "che anche il solo desiderio mi provoca dolore".

Greaves non ebbe fortuna nel Mondiale del 1966. Non segnò neanche un gol e un attacco di itterizia lo lasciò fuori dalla finale.

Eduardo Galeano, Splendori e miserie del gioco del calcio